La retorica odierna del dialogo ha molti caratteri per essere sentita come una maschera del dominio....se l'essere è pensato come progettualità e libertà, si dovrà ovviamente scegliere di stare con quelli che più progettano perchè meno hanno ... c'è ancora un sacco di lavoro, non solo teorico, da fare.
Gianni Vattimo, La Stampa, pag. 39 14 ottobre 2008
Mentre Virginia Woolf impegnava tutta Se Stessa verso l'obbiettivo di scrivere "le onde", pubblicato poi nel 1931, molti altri esseri umani impegnavano tutti se stessi nel progettare e costruire bombe da 500 libbre (226 kg); allora impiegarle era futuribile, ma non lo fu piu nei cinque anni successivi. Per questo lavoro quegli uomini e quelle donne ricevevano lauti stipendi che poi in parte spendevano per andare in vacanza nei medesimi luoghi della Scrittrice e forse nei medesimi alberghi.
Oggi avvengono i medesimi fatti.
Conviviamo con il futuro e ne aspettiamo uno elevato ad una potenza difficilmente immaginabile. Pare verosimile che molti di Noi vivranno (e vivono gia), in anse di tecnologia ricavate a lato del grande ed ininterrotto (finora) fiume della storia della scienza. Non sfruttandone completamente le implicazioni e le acquisizioni ed ignorando i principi di funzionamento degli oggetti che usiamo quotidianamente. Inutile dire come questo sia straordinariamente inquietante.
G.E. Fogg a pag. 48 di "La vita e la crescita delle piante", ed. Boringhieri scrive: " Il serbatoio della vita è rifornito da un solo canale, attraverso il quale la materia viene pompata dal profondo "mare" del mondo inorganico stabile all'altopiano della vita organica; trova la sua via di ritorno in centinaia di torrenti o rivoletti tortuosi, che mettono in movimento, mentre precipitano di nuovo verso il "mare", le migliaia di piccole ruote della vita.
La capacità di questo unico canale è enorme; sono difficili i calcoli precisi, ma è probabile che il prodotto finale della fotosintesi delle piante del terreno e delle alghe microscopiche degli oceani si aggiri su almeno (14 elevato alla decima potenza ) tonnellate di sostanza organica all'anno. La produzione annuale delle industrie chimiche, metallurgiche e minerarie del mondo raggiunge un peso inferiore ad un centesimo di questo e l'energia fissata nei prodotti della fotosintesi corrisponde alla produzione di ben 2000 milioni di grandi centrali elettriche."
Ecco, dico io, queste sono le forze in campo; noi siamo incapaci di sfruttarle anche in percentuale microscopica. Riuscire a farlo farebbe sparire come per incanto qualsiasi nodo energetico.
P.S.: in uno scenario ancora tutto da disegnare la "chlamydomonas reinhardtii", un alga unicellulare che prospera in acqua dolce con un trattamento chimico molto semplice è capace di sprigionare idrogeno in quantità significative. Ad occuparsene un team del Sant'Anna di Pisa. Si tratta del fotovoltaico biologico e si suppone che in futuro troverà concreta applicazione. Da il Tirreno pag. 3 7 giugno 2009