lunedì, 20 ottobre 2008
Sopra il tavolo della terrazza c'è una splendida tovaglia color arancio ed al centro una tazza ed un vaso dipinti, da qualche giorno all'interno della tazza, che contiene una piccola pianta, si è scavata la casa una Lucertolina. Vedrò di proteggere la tazza dai temporali e dalle tempeste di vento ma, anche, nominerei volentieri la Lucertolina "grande sacerdotessa delle arie", anche se, sono quasi sicuro, il popolo delle Farfalle si opporrebbe.  
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categoria:religione, sapere, realtĂ , fabbriche, appennino, apuane, sacerdotessa
venerdì, 17 ottobre 2008
delle cose non dette e, piu spesso, non rilevate da nessuno: paesi ed alberi quando si stagliano, capita spesso sui fianchi dei monti, sopra lo sfondo celeste del cielo, pare si tingano di bianco, si tuffino nel bianco, rinascano in altra natura, siano candidamente fasciati,  per sempre, o almeno per quel giorno. 
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categoria:economia, religione, presente, desideri, forze, cammino, egoisti, fabbriche, mistica, rilevato
mercoledì, 01 ottobre 2008
Sono fioriti proprio il giorno dell'equinozio d'Autunno i colchici, giganteschi pugnali violetti che tendono al cielo, spesso in coppia  
mercoledì, 10 settembre 2008

Mentre Virginia Woolf impegnava tutta Se Stessa verso l'obbiettivo di scrivere "le onde", pubblicato poi nel 1931, molti altri esseri umani impegnavano tutti se stessi nel progettare e costruire bombe da 500 libbre (226 kg); allora impiegarle era futuribile, ma non lo fu piu nei cinque anni successivi. Per questo lavoro quegli uomini e quelle donne ricevevano lauti stipendi che poi in parte spendevano per andare in vacanza nei medesimi luoghi della Scrittrice e forse nei medesimi alberghi.

Oggi avvengono i medesimi fatti.

Conviviamo con il futuro e ne aspettiamo uno elevato ad una potenza difficilmente immaginabile. Pare verosimile che molti di Noi vivranno (e vivono gia), in anse di tecnologia ricavate a lato del grande ed ininterrotto (finora) fiume della storia della scienza. Non sfruttandone completamente le implicazioni e le acquisizioni ed ignorando i principi di funzionamento degli oggetti che usiamo quotidianamente. Inutile dire come questo sia straordinariamente inquietante.

domenica, 17 agosto 2008

in primavera ho comperato per quindici euro 500 grammi di Zolfini, non sono stati cotti, ma, a maggio, regolarmente piantati, trenta metri di solco, successivamente innaffiati piu o meno due volte a settimana. Vero che il terreno, visto che negli scorsi anni non era stato coltivato, non è stato concimato con nulla, ne chimico ne naturale, un paio di settimane fa i fagioli sono stati sgranati: un chilo e 250 grammi di prodotto pulito.

Due persone potrebbero mangiarci diciamo quattro volte.  Devo anche dire che sono buonissimi. 

Per "economia di sussistenza" intendo questo, nessuno potrebbe pagare il loro prezzo, cioè potrebbe pagare le ore che abbiamo impiegate per coltivarli, per togliere le erbe, per innaffiarli... ed allo stesso tempo renderli ragionevolmente appetibili per il prezzo... Resta il Fatto che abbiamo i nostri Zolfini; non vogliamo venderli, forse ne regaleremo una parte, rendendo ridicola l'economia in cui siamo stati educati. Questo mi fa particolarmente piacere. Tanto Piacere.  Nello stesso tempo il campo incolto per tanti anni ha ospitato la coltivazione e, almeno nell'aspetto esterno, è stato simile, a certi colli coltivati che si vedono nei quadri di Simone Martini, è stato simile al giardino che era il nostro Appennino prima che un branco scomposto di ..... lo riducesse ad una coltivazione di rovi.    

mercoledì, 27 febbraio 2008
Ieri sono andato a piedi da Luscignano a Terenzano seguendo la strada lastricata, adesso in disuso, percorsa un tempo da uomini ed animali ( per gli animali, per la loro sete, esistevano ed in larga parte esistono ancora anche se prosciugate, piccole vasche ricavate da un unico blocco di pietra dove dei veri uomini avevano convogliate le acque provenienti dalle vene sorgive sotterranee del bosco), la via tende ad essere invasa da rovi, sono passato a fatica e metodicamente ho tagliate le piu robuste delle piante infestanti. In questo anno ho tagliate migliaia di piante di rovo ed il risultato direi si nota nelle zone che frequento, certo è una lotta impari, qui ci vorrebbero giovani uomini e giovani donne armati di un gran desiderio di vita tra animali selvatici e domestici, tra primule gialle e piccole orchidee apuane, tra picchi verdi, rampichini, caprioli, salamandre e qualche zecca. Armati di desiderio di vita, come ho detto, ma a differenza dei nostri progenitori armati anche, questa volta, arma decisiva credo, di una potentissima tecnologia ecologica; ampiamente disponibile adesso.  
giovedì, 01 novembre 2007

Nei boschi dove in primavera c'erano le sorprendenti fioriture bianche dei ciliegi selvatici restano, adesso, favolosi colori rossi.

(Vestigia bellissime delle migliori fabbriche che, del resto, non abbiamo inventate noi).