domenica, 14 settembre 2008

Finalmente pioggia, un paio di giorni, dopo piu di novanta di siccità. Nemmeno le rape seminate quindici giorni indietro erano germogliate, le ho seminate di nuovo. I caprioli ed i cinghiali non ne potevano piu e nemmeno io, nelle ultime settimane hanno mangiato i peperoni, le foglie piu tenere, le zucche, le foglie piu tenere e tutti i piccoli zucchini e fiori, l'uva, soltanto quella rossa (ricca di resveratrolo, spero si scriva così, pare dal potere antiossidante ed antitumorale). I cetrioli li hanno assaggiati ma non devono essere piaciuti, solo qualche morso.  I contadini vicini hanno coperte le vigne con lunghissimi teli da olive rosati per proteggere l'uva dagli animali, noi non ce la siamo sentita di proibirgli anche quella.

 

domenica, 17 agosto 2008

in primavera ho comperato per quindici euro 500 grammi di Zolfini, non sono stati cotti, ma, a maggio, regolarmente piantati, trenta metri di solco, successivamente innaffiati piu o meno due volte a settimana. Vero che il terreno, visto che negli scorsi anni non era stato coltivato, non è stato concimato con nulla, ne chimico ne naturale, un paio di settimane fa i fagioli sono stati sgranati: un chilo e 250 grammi di prodotto pulito.

Due persone potrebbero mangiarci diciamo quattro volte.  Devo anche dire che sono buonissimi. 

Per "economia di sussistenza" intendo questo, nessuno potrebbe pagare il loro prezzo, cioè potrebbe pagare le ore che abbiamo impiegate per coltivarli, per togliere le erbe, per innaffiarli... ed allo stesso tempo renderli ragionevolmente appetibili per il prezzo... Resta il Fatto che abbiamo i nostri Zolfini; non vogliamo venderli, forse ne regaleremo una parte, rendendo ridicola l'economia in cui siamo stati educati. Questo mi fa particolarmente piacere. Tanto Piacere.  Nello stesso tempo il campo incolto per tanti anni ha ospitato la coltivazione e, almeno nell'aspetto esterno, è stato simile, a certi colli coltivati che si vedono nei quadri di Simone Martini, è stato simile al giardino che era il nostro Appennino prima che un branco scomposto di ..... lo riducesse ad una coltivazione di rovi.    

martedì, 22 luglio 2008

Erri De Luca dice che ama le cime estreme, le pareti di ghiaccio, dice, giustamente credo, "è un paesaggio inabitabile e finalmente libero da proprietà privata." ..."scalo per allontanarmi dal fitto, dal denso del nostro abitare."... "Il gusto del nostro gioco è di servire a niente. Nel tempo in cui ogni mossa deve rispondere ad un profitto, a un tornaconto, il nostro gioco è opposto."

Condivido queste parole e ne intravedo però l'astrazione dal reale della nostra porta, del nostro orto, c'è sempre nell'avventura il rischio di servire il potere, lo sport anche se non lo desidera Serve alla grande. Sono per cercare con attenzione nel minimo l'evento straordinariamente illuminante. Sono per divulgare la sconcertante verità che nessuno può avere piu potere di un albero o di un erba.

Desidero che fiorisca il mio giardino e quello del mio vicino, desidero che le colture siano rigogliose. Desidero che i grulli si spengano nella loro frenesia. Desidero dissotterrare gli antichi gradini di pietra del mio orto, e desidero che mostrino la loro esemplare bellezza il piu a lungo possibile.   

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mercoledì, 02 luglio 2008
Si estraggono forme; carezze sottili di amante in un amore condiviso, ed il piacere ricrea le pietre delle case ed i vuoti all'interno dove apparecchiamo il pensiero.  
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lunedì, 26 maggio 2008

Ieri pomeriggio sistemavo il fieno vicino al grande Ciliegio del campo e sentivo  scuotere i rami con energia... era un Merlo maschio che stava agguantando con il becco una delle prime ciliegie rosse, subito dopo è volato via con la spesa. 

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lunedì, 19 maggio 2008

Fiorite le Acacie, e la pioggia di oggi fa nevicare i loro petali su di noi, fioriti i Sambuchi, le Ginestre, la Valeriana Rossa,...se ne è andato, affogato nella cisterna, il bellissimo Ramarro  fotografato pochi giorni fa a Moncielo.

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martedì, 29 aprile 2008
Le Ghiandaie, sempre solitarie, contagiate dalla Primavera, da qualche giorno volano in coppia sopra le piccolissime foglie dei Castagni e delle Roverelle  che finalmente si sono svegliate.
giovedì, 06 dicembre 2007

Se nevica sulle foglie

di neve patiam le voglie

Ecco di cosa si occupavano i nostri progenitori.

Davvero anche qui al paese in certi anni quando nevica

il piccolo bosco di canne d'india all'inizio del sentiero si piega talmente

sotto il peso dei fiocchi da rendere arduo il passaggio, anche a piedi.

giovedì, 01 novembre 2007

Nei boschi dove in primavera c'erano le sorprendenti fioriture bianche dei ciliegi selvatici restano, adesso, favolosi colori rossi.

(Vestigia bellissime delle migliori fabbriche che, del resto, non abbiamo inventate noi).

martedì, 23 ottobre 2007

Quello che vedo in queste valli è un lento, incessante costruire,

strappare terra a vermi, uccelli, animali e piante per questo nostro

altro tipo di animali.

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