categoria:religione, sapere, realtĂ , fabbriche, appennino, apuane, sacerdotessa
Finalmente pioggia, un paio di giorni, dopo piu di novanta di siccità. Nemmeno le rape seminate quindici giorni indietro erano germogliate, le ho seminate di nuovo. I caprioli ed i cinghiali non ne potevano piu e nemmeno io, nelle ultime settimane hanno mangiato i peperoni, le foglie piu tenere, le zucche, le foglie piu tenere e tutti i piccoli zucchini e fiori, l'uva, soltanto quella rossa (ricca di resveratrolo, spero si scriva così, pare dal potere antiossidante ed antitumorale). I cetrioli li hanno assaggiati ma non devono essere piaciuti, solo qualche morso. I contadini vicini hanno coperte le vigne con lunghissimi teli da olive rosati per proteggere l'uva dagli animali, noi non ce la siamo sentita di proibirgli anche quella.
in primavera ho comperato per quindici euro 500 grammi di Zolfini, non sono stati cotti, ma, a maggio, regolarmente piantati, trenta metri di solco, successivamente innaffiati piu o meno due volte a settimana. Vero che il terreno, visto che negli scorsi anni non era stato coltivato, non è stato concimato con nulla, ne chimico ne naturale, un paio di settimane fa i fagioli sono stati sgranati: un chilo e 250 grammi di prodotto pulito.
Due persone potrebbero mangiarci diciamo quattro volte. Devo anche dire che sono buonissimi.
Per "economia di sussistenza" intendo questo, nessuno potrebbe pagare il loro prezzo, cioè potrebbe pagare le ore che abbiamo impiegate per coltivarli, per togliere le erbe, per innaffiarli... ed allo stesso tempo renderli ragionevolmente appetibili per il prezzo... Resta il Fatto che abbiamo i nostri Zolfini; non vogliamo venderli, forse ne regaleremo una parte, rendendo ridicola l'economia in cui siamo stati educati. Questo mi fa particolarmente piacere. Tanto Piacere. Nello stesso tempo il campo incolto per tanti anni ha ospitato la coltivazione e, almeno nell'aspetto esterno, è stato simile, a certi colli coltivati che si vedono nei quadri di Simone Martini, è stato simile al giardino che era il nostro Appennino prima che un branco scomposto di ..... lo riducesse ad una coltivazione di rovi.
anche se è molto difficile vederle, sia popolato da un numero sterminato di galassie, qui da noi le piante di Cicoria vestite di un bellissimo celeste, ed al pari di quelle in numero sterminato, seppur piu piccole, sono pronte a salvarci.
Nota: le leggi allometriche per gli organismi viventi si possono trovare nell'articolo The origin of allometric scaling laws in biology from genomes to ecosystems: toward a quantitative unifying theory of biological structure and organization. G. B. West, J. H. Brown (in The Journal of Experimental Biology, 208, 2005)
Erri De Luca dice che ama le cime estreme, le pareti di ghiaccio, dice, giustamente credo, "è un paesaggio inabitabile e finalmente libero da proprietà privata." ..."scalo per allontanarmi dal fitto, dal denso del nostro abitare."... "Il gusto del nostro gioco è di servire a niente. Nel tempo in cui ogni mossa deve rispondere ad un profitto, a un tornaconto, il nostro gioco è opposto."
Condivido queste parole e ne intravedo però l'astrazione dal reale della nostra porta, del nostro orto, c'è sempre nell'avventura il rischio di servire il potere, lo sport anche se non lo desidera Serve alla grande. Sono per cercare con attenzione nel minimo l'evento straordinariamente illuminante. Sono per divulgare la sconcertante verità che nessuno può avere piu potere di un albero o di un erba.
Desidero che fiorisca il mio giardino e quello del mio vicino, desidero che le colture siano rigogliose. Desidero che i grulli si spengano nella loro frenesia. Desidero dissotterrare gli antichi gradini di pietra del mio orto, e desidero che mostrino la loro esemplare bellezza il piu a lungo possibile.