martedì, 28 luglio 2009
Nelle vicinanze della casa sull' Appennino (in quel preciso luogo completamente disabitato), dove a volte risiedo, c'è una grande cisterna dell' acqua e, periodicamente, è necessario riempirla. La luce del paesaggio è la medesima, adesso in Estate, che si può vedere in certi casolari immersi nel verde sulle colline dei quadri di Morandi. L'aria è tiepida anche la notte e proprio questo deve aver determinato quello che stò per raccontare:
il flusso alla fonte, la notte, è molto abbondante ed io sabato notte, alle tre, ho sistemati i tubi ed aperti i rubinetti, poi mi sono avviato verso la cisterna; nell'aria volavano, alla luce della torcia, innumerevoli farfalle notturne di tutte le dimensioni. Ma la sorpresa sono state due grandi tele di ragno (molto grandi, crociati, di color marrone ma al momento non saprei darvene il nome), a distanza di venti metri l'una dall'altra sospese ad un metro e mezzo sul sentiero,  queste tele grandi come una enorme padella erano fissate ai castagni; loro fermi al centro. Ho continuato passandoci sotto. Arrivato alla cisterna ho atteso, in un casotto, tre ore poi, chiuso tutto, sono tornato indietro.
Oramai giorno, ho trovate le tele abbandonate e sfilacciate sorprendendomi di nuovo non poco. Una vera, splendida architettura al contempo domestica ed aliena, tessuta per le farfalle estive nell'aria tiepida e durata una manciata di minuti!   Dico per inciso che la sera precedente le grandi tele non c'erano. Bah! Ecco, tutto qui.
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categoria:economia, appennino
lunedì, 30 marzo 2009

le Ghiandaie volano in coppia, veloci, di lato al bosco di Lecci quasi fossero indiani nostrani occupati e felici.

la Lunaria, fatta prato color mammola, apparecchia l'entrata della primavera in un ansa della immensa cattedrale dell'appennino e proprio nessuno, almeno dentro di se, non si inchina alla sua corte d'erba

e come, poi, non considerare regali i candelabri accesi di porpora dei Siliquastri e quelli bianchi del Lauroceraso?

ad ascoltare i più avveduti è sano circondarsi di Primule gialle, come i tappeti gialli della magia rendono reale quel che deve esserlo.

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categoria:economia, appennino
lunedì, 24 novembre 2008
A Moncielo si camminava, sino a qualche giorno fa, su prati colmi di ortotteri (piccole Cavallette Saltatrici di colore marrone), ad ogni passo pareva piovesse dal basso verso l'alto, un incanto. La creatrice dell'incanto  Arcyptera Fusca stamattina, siccome nevica, si è ritirata nella parte ctonia del suo regno.
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categoria:economia, toscana, appennino, sotterranei
lunedì, 20 ottobre 2008
Sopra il tavolo della terrazza c'è una splendida tovaglia color arancio ed al centro una tazza ed un vaso dipinti, da qualche giorno all'interno della tazza, che contiene una piccola pianta, si è scavata la casa una Lucertolina. Vedrò di proteggere la tazza dai temporali e dalle tempeste di vento ma, anche, nominerei volentieri la Lucertolina "grande sacerdotessa delle arie", anche se, sono quasi sicuro, il popolo delle Farfalle si opporrebbe.  
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categoria:religione, sapere, realtĂ , fabbriche, appennino, apuane, sacerdotessa
mercoledì, 01 ottobre 2008
Sono fioriti proprio il giorno dell'equinozio d'Autunno i colchici, giganteschi pugnali violetti che tendono al cielo, spesso in coppia  
giovedì, 25 settembre 2008
Gli alberi di ginko sono diventati, come ogni anno, i capostipite delle farfalle gialle.
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categoria:religione, toscana, presente, realtĂ , appennino, apuane
domenica, 14 settembre 2008

Finalmente pioggia, un paio di giorni, dopo piu di novanta di siccità. Nemmeno le rape seminate quindici giorni indietro erano germogliate, le ho seminate di nuovo. I caprioli ed i cinghiali non ne potevano piu e nemmeno io, nelle ultime settimane hanno mangiato i peperoni, le foglie piu tenere, le zucche, le foglie piu tenere e tutti i piccoli zucchini e fiori, l'uva, soltanto quella rossa (ricca di resveratrolo, spero si scriva così, pare dal potere antiossidante ed antitumorale). I cetrioli li hanno assaggiati ma non devono essere piaciuti, solo qualche morso.  I contadini vicini hanno coperte le vigne con lunghissimi teli da olive rosati per proteggere l'uva dagli animali, noi non ce la siamo sentita di proibirgli anche quella.

 

martedì, 02 settembre 2008
Paolo Rumiz racconta il ragionare della contadina Ljuba:  i giovani non capiscono la campagna. Non la fanno fruttare, non la fanno vivere. Per questo l'Ucraina è povera. Guarda che Campi intorno a noi, potrebbero nutrire mezzo mondo... e invece sono cresciute le erbacce... chissà, forse un giorno le cose miglioreranno... Ora ognuno pensa per se... a me piaceva vivere la terra insieme agli altri... la terra è un bene di tutti...
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categoria:italia, amore, economia, religione, desideri, montagna, festa, egoisti, regni, appennino, apuane
domenica, 31 agosto 2008
I cristiani non si sono fatti fregare e visto come e quanto funzionava hanno copiata, dei pagani, tutta l'iconografia.
domenica, 17 agosto 2008

in primavera ho comperato per quindici euro 500 grammi di Zolfini, non sono stati cotti, ma, a maggio, regolarmente piantati, trenta metri di solco, successivamente innaffiati piu o meno due volte a settimana. Vero che il terreno, visto che negli scorsi anni non era stato coltivato, non è stato concimato con nulla, ne chimico ne naturale, un paio di settimane fa i fagioli sono stati sgranati: un chilo e 250 grammi di prodotto pulito.

Due persone potrebbero mangiarci diciamo quattro volte.  Devo anche dire che sono buonissimi. 

Per "economia di sussistenza" intendo questo, nessuno potrebbe pagare il loro prezzo, cioè potrebbe pagare le ore che abbiamo impiegate per coltivarli, per togliere le erbe, per innaffiarli... ed allo stesso tempo renderli ragionevolmente appetibili per il prezzo... Resta il Fatto che abbiamo i nostri Zolfini; non vogliamo venderli, forse ne regaleremo una parte, rendendo ridicola l'economia in cui siamo stati educati. Questo mi fa particolarmente piacere. Tanto Piacere.  Nello stesso tempo il campo incolto per tanti anni ha ospitato la coltivazione e, almeno nell'aspetto esterno, è stato simile, a certi colli coltivati che si vedono nei quadri di Simone Martini, è stato simile al giardino che era il nostro Appennino prima che un branco scomposto di ..... lo riducesse ad una coltivazione di rovi.