martedì, 06 ottobre 2009
Pochi giorni fa a Serravalle Pistoiese, all'alba, mi sono trovato davanti, in strada, al cadavere di un Istrice (il secondo in quella zona quest' anno, l'altro era sul greto del torrente Nievole a giugno, quasi certamente morto avvelenato), l'ho raccolto, molto pesante, otto o dieci chili; sulla schiena aveva una lunga fessura di una trentina di centimetri, la pelle spaccata con precisione e sotto apparivano il grasso e le sottili vene  ramificate. L'ho fatto rotolare tra le foglie dei lecci lontano dalla via. Il nostro riprodurci ed imperversare nel presente è, forse, uno spreco schifoso di altre vite. 
postato da: sassofortino alle ore 02:34 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    07 Ottobre 2009 - 13:06
 
Si, molto probabile... vite sicuramente più rispettabili di molte delle nostre... povero istrice :-(
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#2    07 Ottobre 2009 - 16:30
 
no, nessun spreco, ii ripetersi della cronaca della vita, inesorabile,indifendibile,.....................
utente anonimo

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categoria:economia