Pochi giorni fa a Serravalle Pistoiese, all'alba, mi sono trovato davanti, in strada, al cadavere di un Istrice (il secondo in quella zona quest' anno, l'altro era sul greto del torrente Nievole a giugno, quasi certamente morto avvelenato), l'ho raccolto, molto pesante, otto o dieci chili; sulla schiena aveva una lunga fessura di una trentina di centimetri, la pelle spaccata con precisione e sotto apparivano il grasso e le sottili vene ramificate. L'ho fatto rotolare tra le foglie dei lecci lontano dalla via. Il nostro riprodurci ed imperversare nel presente è, forse, uno spreco schifoso di altre vite.







