martedì, 24 febbraio 2009

...trovare un senso all'economia dell'Universo, un rapporto con la natura, con l'ambiente; non tanto per problemi ecologici, quanto per problemi di filosofia, di esistenza, di presenza umana, di espressione per gli uomini, di possibilità per tutti di intervenire, di lavorare, di rifare il disegno dello sviluppo e di partecipare attivamente tutti, nelle diverse posizioni, alle scelte. San francesco è l'idea della felicità e della verità nel nuovo, della rivoluzione, del presente possibile...  Una rivoluzione fatta cambiando il modo di agire. ..... Da ragazzo ho vissuto molto in campagna, e Urbino aveva un cielo molto popolato: colombi, rondini, passeri, merli, tortore, gufi, civette, erano tutti presenti nella testa della mia persona e nel mio animo.  E poi altri animali, che sentivo vicini, non cani e gatti, ma animali selvatici. Ho ancora delle inquietudini da selvatico: mi piace chiamarmi Volponi e penso all'eroismo della volpe che, presa in trappola, si morde la zampa pur di scappare. Anche io sono così, non riesco a rimanere chiuso in trappola e mi stappo la gamba pur di scappare..... Francesco è un eretico, un materialista; perché tutto il cristianesimo non ha un gran rapporto con la natura, diciamo un rapporto profondamente conoscitivo, con la natura; tant'è vero che fa delle Sue bellezze delle tentazioni e dei peccati, e allontana l'animale e lo condanna all'imperfezione di essere, poverino (incolpevole, anche abbastanza grazioso, spesso anche piu dell'uomo), del tutto diverso dall'immagine di Dio: e quindi piuttosto diabolico, coperto - e qui se ne possono mettere tante - di orridi peli, zanne, corna, portatore di artigli, e soprattutto della coda; e la coda è la caratteristica principale del diavolo. .... Tutto è ridotto a strumento, mezzo, risorsa, energia o punto d'appoggio per un vorticoso percorso che va sempre più verso il fuori, un fuori. La natura appare ormai come la tavola, la tastiera di una simulazione; i suoi elementi, la sue Stagioni sono ridotte essenzialmente ad essere i tasti, i commutatori, gli "input" di questo piano di simulazione. L'animale dal canto suo non è certo più una presenza attiva, di grande compagnia, vera; non più quella antagonistica dell'antichità, tra lo spavento e la caccia, la preda; e non è più inteso in nessun modo come protagonista ma solo anch'esso, tutt'al più, come un domestico, un servo, ma piu che altro come cibo, pelliccia. La perdita è grave. La natura poetica persiste; persiste una natura in termini poetici, come aria, fiato....lo vede come sangue, scatto, bocca aperta, rossa, anelante, pelliccia, calore, piuma, volo, vento, cattura, manovra, entratura, dentro, spinta, sesso e anche dolce corpo, anche conquistabile, assumibile, del quale uno si può addirittura caricare; e sempre funzionante: allarmato, terrorizzato, con l'occhio sbigottito, come tanti di questi animali qui intorno, ma capace sempre di correre la sua vita , libera, pulita, pura, con una felice irresponsabilità. Ed è questa che forse l'uomo invidia. Irresponsabilità appunto di chi non ha obblighi che sono invece imposti dalla società, dalla cultura, dall'essere diventato un presuntuoso regnante eretto, che cammina su due piedi, e con pensiero, progetti, lingua.... (vorremmo essere, n.m.)... custodi degli animali ed un poco animali noi stessi. Non solo custodi e simili ma anche interlocutori, osservatori, fratelli degli animali ancora esistenti al mondo, ancora con l'occhio e l'orecchio ai voli e ai canti degli uccelli, alle loro migrazioni in branchi, o in solitudine; alla loro grazia nel conservarsi, nel lavorare, nello spostarsi, nel difendersi, nel cacciare, nel sopravvivere, nell'allevare i figli, nell'istruirli. Ancora da soli, interi, che riescono a trapassare emisferi, dall'Artico all'Equatore .... Una grande, unitaria, uniforme, massiccia avanzata sconfigge la natura e l'animale, disbosca l' Amazzonia e cattura le ultime balene, e insieme abbatte le foreste della fantasia, della voglia, della fioritura del desiderio, del canto, del rinnovamento all'interno, nell'animo degli uomini.....

Paolo Volponi   Francesco Leonetti,  Il leone e la volpe,   dialogo nell'inverno 1994, Einaudi editore.

postato da: sassofortino alle ore 17:02 | Permalink | commenti
categoria:economia
domenica, 22 febbraio 2009

Accanto alla strada di accesso al paese, sotto le radici di un pino, in un pendio scosceso esposto a sud-ovest, ben assolato, da una settimana i Tassi hanno aperta una nuova tana e si vedono spesso in giro, piu spesso del solito. Il posto è un po pericoloso per Loro. Ed un po temo per Loro. Desidero che i pericoli immaginati siano soltanto mie fantasie.

postato da: sassofortino alle ore 19:59 | Permalink | commenti
categoria:economia
martedì, 17 febbraio 2009
Nonostante il gelo a Casola sono fiorite la Bergenia, le perle delle Margherite ed i Narcisi antichi e doppi di Moncielo
postato da: sassofortino alle ore 04:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:economia
giovedì, 05 febbraio 2009

Il Governo potrebbe decidere di assegnare una certa quantità di denaro (direi 500 euro), a Chi consegna entro un mese da oggi, nel comune di residenza, dieci fascine (composte ognuna da almeno cento tralci lunghi un metro e mezzo),  provenienti dal territorio circostante, di  Piante Di Rovo.                            

L'iniziativa consentirebbe a coloro che amano il territorio, e lo coltivano, di poter comperare attrezzi agricoli tranquillamente e respirare per un paio di mesi. Altro effetto sarebbe che il territorio (collinare e montano in primis), rallenterebbe la sua progressiva trasformazione nel paradiso delle Averle ( gli uccelletti,  cioè, dovrebbero faticare un po di piu (qualche colpo d'ala in piu), a trovare le spine siano esse di rovo o di biancospino, o di spino cervino, dove infilzare le Loro Prede.

postato da: sassofortino alle ore 06:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:economia
mercoledì, 04 febbraio 2009
da Nuovi Argomenti luglio - dicembre 1976 : ..... la ragione dovrebbe illuminare continuamente tutto, dovrebbe illuminare il disordine e il dolore. C'è molto dolore, nel mondo, ce n'è piu che in tutti i tempi, perché l'irreale, - il non conosciuto, - è assai piu profondo. Mille ragioni, - di stato o pratiche,- vi si oppongono. Non per malvagità, ma perché a quelle condizioni, - che mantengono il disordine, su cui cresce il dolore, - sono legati innumerevoli interessi, anche di cultura, o vecchia cultura; quindi di autorità. Quando, per esempio, dai il mondo come spiegato, - per così dire: "naturale", - ci edifichi sopra le cose degli uomini. Quando lo dai come inspiegabile, cioè "innaturale", e lo definisci come visione del fuggevole,- ci edifichi l'uomo. Non è una differenza da poco. Edificare l'uomo, è gratuito. Edificare le cose (dell'uomo e sull'uomo), porta compensi molto alti, non solo economici. Ma perde l'uomo.....
postato da: sassofortino alle ore 07:29 | Permalink | commenti (1)
categoria:economia