La Stampa, 17 aprile 2008 pag. 38
Legittime, opportune e necessarie le dimissioni di Alfonso Pecoraro Scanio: gli va imputata, come leader, la sparizione di ogni presenza verde nel nuovo Parlamento: caso unico, mi pare, in Europa. Poteva restare e risorgere, una pattuglia verde, grazie a una partecipazione condizionata alla lista di Veltroni. Saliti sul carro dei piu perdenti, ai Verdi non è rimasto nulla. Inoltre, l'eccesivo uso dei niet del ministro dell'Ambiente: probabilmente giusti, dico da ambientalista, ma l'aria che tira, con propagande incrociate determinate e tutte mirate a permettere qualsiasi scempio, è implacabilmente e ciecamente ANTIAMBIENTALISTA, fino all' odio - una politica meno rigida avrebbe salvato il salvabile. E adesso Berlusconi, immensamente distante da ogni istanza ambientalista, propone addirittura il taglio del ministero dell' Ambiente stand di degustazioni a vuoto dei suoi precedenti governi. Se ne infischierà olimpicamente delle norme europee ( del resto sempre più permissive e inadeguate) e procederà, tra gli applausi del chiaro e dell'oscuro imprenditoriale, in un laissez faire dogmatico verso le distruzioni di bellezza salvamondo e di qualità del vivere superstiti in un Italia indifferente a che le si faccia a pezzi.
Resta qualche fantasma, tra cui mi metto, che guarda impotente, che denuncia senza risposta. L'affare, dappertutto, prevarrà scioltamente sulla Vita.
Guido Ceronetti
il mio personale ringraziamento alla Stampa ed a Ceronetti per portare ancora la luce quaggiù usando batterie mentali.
Ieri ed oggi la fioritura dei ciliegi e dei meli cotogni, qui in giardino, ha raggiunto il suo massimo splendore, ed anche per tutta la vallata è un trionfo di abiti da sposa abbandonati tra i castagni. In Giappone questo avvenimento è festa nazionale soggetta a previsioni temporali accurate. I miei dei mi invitano a raccontare che la loro felicità annuale è scandita dai fiori dei lillà ed anche la mia lo è.